venerdì 12 ottobre 2007

Lombroso? Un dilettante

giudizio: conca 'e suerzo
Dopo essere stati banditi, sequestratori, tagliatori di lobi, dediti ai rapporti sessuali interspecie (preferibilmente con ovini), comunicanti esclusivamente con parole che finiscono per “U”, adesso anche stupratori di donne - in compagnia di amici e conoscenti (presumibilmente sardi pure loro) - cui preferibilmente orinare addosso. O almeno così la pensano i tedeschi. Il sottoscritto ha origini sarde, ma poiché nato casualmente a Milano, probabilmente riceverei le attenuanti solo se avessi segregato la donna in un SUV, e avessi abusato di lei nel tragitto della Milano-Genova, (o della Milano-Laghi), il venerdì sera. A voler ragionare come il distinto giudice tedesco, il prossimo tedesco condannato in Italia per omicidio (meglio se plurimo), dovrebbe ricevere le attenuanti perché “insomma, è tedesco, con quello che hanno combinato loro, avranno pure un certa predisposizione”.

un webby, un emmy, un oscar, un principedelleasturie, un nobel

giudizio: chi si loda si imbroda.
Al Gore è l'inventore di internet (1999, "During my service in the United States Congress, I took the initiative in creating the Internet") e ha vinto il premio Webby, anche se non l'ha inventato. Al Gore non ha inventato ma ha portato al successo Apple e Google. Al Gore ha inventato l'investimento equo e adesso lo governa. Al Gore ha pareggiato la guerra in Vietnam anche se era contrario perché non ha inventato il Vietnam. Al Gore dal 1976 a oggi ha reinventato Congresso, Senato e vicepresidenza degli Stati Uniti. E anche la presidenza, visto che ha vinto lui. Al Gore ha inventato l'operazione "Desert fox". Al Gore ha inventato il network televisivo online. Al Gore ha inventato il documentario di denuncia e Al Gore ha vinto l'Oscar come migliore documentario. E ha vinto anche l'Emmy. Al Gore ha inventato il clima e poi Al Gore ha denunciato il fatto che sta cambiando. Al Gore ha inventato i documentari-concerti con scopo sociale. Al Gore ha inventato il documentario-libro di denuncia. Al Gore non ha inventato la cooperazione internazionale, ma vince premi come se l'avesse fatto. Al Gore, da oggi, non ha inventato il Nobel per la pace, ma ce l'avrà sul caminetto tra poco. Kissinger gli darà il suo? Kissinger non è stato inventato, c'è da sempre.
Più che il nobel per la pace, io gli avrei dato il nobel per le invenzioni. Infatti, anche questa stupida recensione è stata inventata da Al Gore.

mercoledì 10 ottobre 2007

Detti, fatti, baciati...

giudizio: le fiamme gialle non bruciano a 451.
L'ultima l'ho letta: Dio, dammi la pazienza; ma veloce!
La penultima l'ho sentita nel film di Ken Loach, detta dal ciccione blandamente fallito e border-line, nel prevedere fra 20 anni un mondo in mano alle donne: "...Le tette al potere... Sarà bellissimo!!!".
Ma pur dando, da Fabrizio in poi, per assodato financo che dal letame nascono i fior, devo dire che mi ha lasciata un po' spiazzata la fonte della terzultima. Che trovo anche una delle più fulminanti in assoluto, tant'è che mi si è scolpita in testa tipo tavole di Mosè (e come materiale ci siamo).
"Un'opera d'arte non riflette una verità prestabilita, ma incarna una verità vissuta" (André Maurois).
Fonte: la Guardia di finanza, nella fattispecie di una mostra sui falsi, da Van Gogh ai Cartier passando per il Parmigiano nel senso del formaggio. Tra l'altro decisamente interessante: vi capitasse di ripescarla da qualche parte non snobbatela (e non guastava neanche che all'ingresso a regalarvi gentili ragguagli e una paccata di materiale ci fosse un finanziere che Raul Bova al confronto è uno sgorbietto pietoso...).
Comunque la citazione mi è scattata imprescindibile appena l'ho letta, stampata un po' in alto su una parete bianca; probabilmente perchè formula intelligibilmente qualcosa che mi era imprescindibile anche prima, quando vagava dentro contorni concettualmente più nebulosi...
La più recente incarnazione (al cubo...!) della sua seconda parte mi si è presentata davanti agli occhi (lucidi) alla visione dei quadri di Arturo Fittke.
E vi lascio così; con l'acquolina in bocca...

giovedì 4 ottobre 2007

Ma quale democrazia!?

giudizio: chi la fa la aspetti
Mi viene male a pensare quanta gente ha sofferto e pagato di persona
per darci questa che, per mancanza di termini alternativi più idonei, ci siamo abituati a chiamare "democrazia".... solo per sfiorare il tema ci sarebbero da riempire copiose pagine di commenti, valutazioni e , permettetemi, imprecazioni! Tanto per dirne una, vorrei capire come mai nel bel paese se un tizio decide, dopo essersi sudato le sue otto ore ( ...chessoio come muratore.. ), di arrotondare lo stipendio mettendosi ad aggiustare biciclette in nero, deve essere additato come evasore, profittatore, mezzo depravato!!!... mentre è perfettamente legale, consentito, perfino approvato che uno faccia (... non so, tiro a caso,...) il sindaco e il ministro della giustizia contemporaneamente! ma porcaputtana! Vabbè, direte voi, in fondo probabilmente il soggetto in questione non tira insieme le sue otto ore di lavoro nemmeno così.... ma non mettiamola sul personale, per favore!
Capitami sovente di ascoltare, smanettando sulla radio, stralci delle dirette dal parlamento messe in onda da radio radicale; più di una volta, scoraggiato, mi sono posto la domanda: ma "Repubblica Parlamentare" significa quella roba qua? Io pensavo che il parlamento facesse le leggi, su iniziativa di gruppi o singoli parlamentari, le vagliasse nelle commissioni e poi le votasse in aula... giusto? NO, SBAGLIATO! Le legge il più delle volte la fa un ministro, possibilmente con decreto d'urgenza, le fa vagliare dalle "lobbies", le fa votare dai giornali e dalle televisioni..... alla fine passano anche in parlamento, ma di solito solo per essere un po pasticciate! Per dispetto, si, come si fa sui monumenti sgraditi a questa o quella parte. Perché la politica vera è sempre trooooppo avanti rispetto alle sciocchezuole che accadono in parlamento... gia,gia...

Il meccanismo lo ha ben spiegato (in tv e senza alcun ritegno) il buon La Russa, in occasione del provvedimento di indulto votato a inizio legislatura.... spiegava a Di Pietro quanto segue:
.... E' inutile che tu faccia tanti proclami di contrarietà e poi ti prepari a votare si in parlamento! Se vuoi essere ascoltato devi dire a Prodi: o lasciamo perdere l'indulto o io non ti voto la finanziaria (ovvero il provvedimento che era al voto alle camere in quel momento)! Nella passata legislatura lo abbiamo fatto molte volte..... (ho citato a memoria, non proprio testuale, ma comunque...)
MA BRAVO..... complimentucci, è così che si fa politica per risolvere i problemi reali, si incasinano le votazioni in corso in aula (a caso, quello che c'è al momento) per far pesare la propria voce sulle trattative politiche in corso altrove...

mercoledì 3 ottobre 2007

E = mc2 ?

giudizio: ogni giorno è il 6 gennaio.
Liliana Cavani sta girando un film su Einstein, la settimana scorsa il set era dietro l'angolo di casa mia: stesso angolo da cui oggi ho visto spuntare e proseguire la signora Xxxxxxxxxx, la peggiore scassamaroni condominiale che si conosca, della mia casa precedente e in assoluto; che oltretutto da quando le è morto il marito si è metamorfizzata in giuliva giovin vecchietta in perenne debito di chiacchiera, per cui se ti arpiona non ti molla più ad aeternum. Fatto sta che grazie a non più di tre o quattro metri di distanza, e ad un paio di secondi di ritardo fra la mia traiettoria e la sua, l'ho sgamata...! Sovvenendomi, mentre la beatitudine mi pervadeva, che pochi giorni fa analogo fausto evento era intercorso con mia cugina Yyyyy, 87 anni portati da dea, che non solo ha la stessa bava chiacchierosa, ma ogni volta mi bombarda d'inascoltati inviti ad andarla a trovare (mentre io è da quattro anni che dovrei invitarla a vedere la mia -a questo punto cosiddetta- casa nuova...). E stavolta a salvarmi è stata nient'altro che una frazione di secondo ma di anticipo, anzichè di ritardo: mi ha permesso di visualizzare, nello spazio, residui 20-30 cm. di sviluppo antero-posteriore di una persona che stava entrando nell'edicola sotto casa dov'ero diretta anch'io... inequivocabilmente, familiarmente ed elegantissimamente lei! Mio immediato dietro-front pensando, come sempre quando sono baciata da coincidenze fortunate di tale portata, che qualche buona stella quel dì mi puntava (a volte in tali frangenti arrivo fino ad ipotizzare immediati e massicci investimenti in gratta&vinci...).
'Nzomma, Albè, sient'ammè..! spazio e tempo saranno anche entità relative... ma la loro importanza nella vita quotidiana è as-so-lu-ta!

lunedì 1 ottobre 2007

Sinistre mani e piedi resuscitati.

giudizio: genio e sfrontatezza
Keith Jarrett ha un fisioterapista.
Anch'io, da circa un mese, ho un(a) fisioterapista.
A me la fisioterapista mi ha fatto scoprire che esistono polmoni (e si riempiono d'aria, allargando in fuori le ultime costole) anche in basso (ma più su della pancia) a destra e a sinistra. E perfino -stessa altezza- indietro, verso la colonna vertebrale, con la sensazione che inspirando "lì" si sposta (indietro) anche quella. Inoltre mi ha insegnato la versione autentica del "stai su con le spalle" che mi perseguita dai tempi di mia madre. Il concetto è quello del filo che ti "tira su" da in mezzo alla testa; MA.... siccome in quanto esseri viventi dobbiamo ben radicarci su questa terra, il filo non funziona se non parte dai piedi, o meglio dal loro contatto col terreno. Si tratta semplicemente di camminare con pressione piena dei piedi contro terra: lei (la fisioterapista) suggerisce d'immaginare un elastico che corre tra il centro del tallone e la base delle dita, per allungarlo ad ogni appoggio del relativo piede.
Meglio provare prima da seduti: pensate di tirarvi su ben dritti (il famoso filo). Vi verrà spontaneo farlo a partire dal culo appoggiato sulla sedia. Rifatelo invece partendo dai piedi, cioè spingendo con i piedi contro terra: tutta un'altra cosa! Stessa sensazione nel camminare per strada, belli dritti verso l'alto, ma a partire dai piedi che premono integralmente, spudoratamente il VIL SELCIATO (viene subito da parlare così: è perchè ti senti improvvisamente strafigo, ma proprio strafigo dentro). Se poi mentre cammini respiri anche un po' in zona toracica bassa destra-sinistra/indietro... 'napocalisse, non caghi più nessuno!
Keith Jarrett ha scoperto che -prima del suo "burn out"- non aveva "quasi mai suonato con la mano sinistra"; mentre adesso la sua mano sinistra sa meglio di lui cosa e come suonare: grazie a lei si sente risuscitato .
Solo che lui l'ha scoperto da solo. Forse la differenza fra noi due sta tutta qui.

domenica 30 settembre 2007

scrittura automatica applicata

giudizio: perle ai porci, la poesia per tutti.
Rapito dai componimenti sublimi di un autore contemporaneo, ho studiato a fondo i meccanismi della sua poesia e sono riuscito a ricostruire tre metodi infallibili per comporre versi immortali che mi proiettino nel Parnaso sempiterno dei poeti sensibili in metrica libera.
Vado a enunciarli:
1 - il metodo dell'aggettivo evocativo (alla donna amata): analizzando una tipica quartina del Maestro ("A Stefania Prestigiacomo - Luna indifferente / Materna sensualità / Velo trasparente / Severo abbandono"), ho scoperto che, utilizzando un apposito strumento (questo), è possibile scegliere quattro sostantivi e quattro aggettivi secondo ispirazione e accoppiarli, poi, tra loro secondo la legge delle combinazioni d'estro, prestando attenzione all'alternanza. Infine, è sufficiente dedicare il componimento alla donna amata. La mia poesia: "A Barbara Bush - Ecchimosi acra / Reale gabbia / Gazzosa rumorosa / Spaiata fica". Si noti l'eccelsa rima interna al terzo verso.
2 - il metodo della poesia d'occasione: seguendo l'esempio di un'altra quartina del Maestro ("Per le nozze di Elio Vito - Fra le tue braccia magico silenzio / Fra le tue braccia intenerito ardore / Fra le tue braccia campo di girasoli / Fra le tue braccia sole dell’allegria"), si consiglia, sempre con il medesimo strumento indispensabile, di utilizzare il primo metodo, sopra descritto, arricchendo la sintassi poetica con una ripetizione anaforica retta da preposizione (si consigliano: con, fra, tra). Non si dimentichi la dedica d'occasione. La mia poesia: "Per la sosta di Girolamo Pompetta - Con la mia isola vigente omertà /
Con la mia isola burbanzosa mole / Con la mia isola emergente ovulazione / Con la mia isola lesionato ranch". Bellissima.
3 - il metodo dell'anafora pervicace: in questo caso, la potenza della poesia viene spinta fino alle estreme possibilità liriche. Si abbandona la quartina in favore di una strofa più libera, come fa il Maestro ("A Silvio - Vita assaporata / Vita preceduta / Vita inseguita / Vita amata / Vita vitale / Vita ritrovata / Vita splendente / Vita disvelata / Vita nova") e si riducono all'essenziale i due metodi precedenti. Infatti, si scelga un sostantivo ricorrente (sempre
qui) e lo si ripeta anaforicamente in modo selvaggio, accoppiandolo ad almeno nove aggettivi differenti. Si faccia attenzione alle regole aureee di questo tipo di componimento: al quinto verso va effettuata un'allitterazione, all'ultimo va fatta una citazione dotta e, possibilmente, va inserita una forma ricercata, quando possibile. Per ottenere una corretta forma ricercata, è sufficiente elidere l'ultima vocale dell'aggettivo. Ecco, dunque, la mia: "A Mendoza - Pugna agiata / Pugna scollegata / Pugna docile / Pugna esclusivista / Pugna pugnosa / Pugna copiat / Pugna rimediata / Pugna fusa / Pugna actiaca".
Buona poesia a tutti, ci rileggiamo su Vanity Fair.

mercoledì 26 settembre 2007

il complesso di Dorian Grai

giudizio: tanti umori per nulla

A forza di frequentare il mondo uno rischia di farci l'abitudine e credere che sia normale... e invece di normalità proprio non se ne parla neanche . Per esempio: dire che il tempo passa è cretino, no? certo che passa, lo sanno tutti che passa.... o forse no! Perchè se lo sapessero davvero, interiormente dico, le persone smetterebbero di combattere contro la incipiente risalita dell'attaccatura dei capelli, l'afflosciamento delle parti molli, l'irrugosirsi della superfici esposte... così va il mondo amici, fatevene una ragione: o voi che siete stati belli siete destinati ad uniformarvi a coloro che mai lo furono! Ma fin quì cacchi loro, echissenefrega! Ma c'è di più... il tempo che si deposita sulle superfici penetra dalle porosità, si insinua nelle fessure e ti avvinghia nel profondo.... e cominciano "i disturbini".... i borbottii, gli scricchiolii, i doloretti... insomma gli inevitabili cedimenti strutturali che sottendono a quelli esteriori di pocanzi.
Ora: cosa fa la persona saggia? dice "Bhe, vaffanculo mi sono fottuto il fegato a forza di birra! E' tempo di provare il Glen Grant, finchè ho ancora tempo!" O no!? E invece no, noi di questi bei tempi al secondo "borborigmo" non identificato corriamo a contattare uno stuolo di specialisti (i migliori, sempre, e a pagamento..... sennò ti vedono post mortem) i quali, presi dal sacro fuoco del pararsi il culo, ci prescrivono uno straordinario stuolo di modernissimi esami che diranno con chiarezza tutto quello di cui non siamo affetti.... probabilmente quel dolorino era solo una scorreggia troppo trattenuta.... ma non si può mai dire... le fisso un controllino a pagamento tra sei mesi?.... buongiorno, grazie a lei si figuri! E allora non è mai vano ricordare che non solo, e per fortuna, non siamo eterni... ma siamo pure destinati ad andare disfacendoci progressivamente prima della fine! Dunque, state sereni, e non dimenticate il Glen Grant!

il mondo di ieri

giudizio: fiori profumati per chi è consapevole.
Stefan Zweig percepì esattamente la catastrofe, economica, morale e politica, nel momento in cui accadde e seppe con precisione che ne sarebbe stato travolto, insieme a generazioni e nazioni intere. Fu allora che scrisse Il mondo di ieri. Ricordi di un europeo, il racconto di un'epoca. Nato nella Vienna felix di fine Ottocento, conobbe la sicurezza, la ricchezza, l'apertura culturale di quegli anni, per poi vederne il tramonto, il degrado e la fine, tra le due guerre. "Ho conosciuto il grado e la forma più alta della libertà individuale, per vederla poi al più basso livello cui sia scesa da secoli; sono stato festeggiato e perseguitato, libero e legato, ricco e povero". L'idea asburgica di un'Europa unita e pacifica crollava sotto i colpi della prima guerra mondiale, del fascismo e del nazionalismo, delle bombe e dei roghi dei libri. "I più commoventi fra questi individui erano per me – quasi m'avesse già sfiorato il presagio del mio futuro destino – gli uomini senza patria, o ancor peggio, quelli che in luogo di una patria ne avevano due o tre e non sapevano interiormente a quale appartenessero". L'ordine di un tempo, la precisione, la correttezza, il rigore ("ognuno sapeva quanto possedeva o quanto gli era dovuto, quel che era permesso e quel che era proibito: tutto aveva una sua norma, un peso e una misura precisi") erano persi per sempre, era venuta l'ora del caos, del sopruso, della vendetta e dell'abominio. Non a caso, la testimonianza si ferma al primo settembre 1939, invasione nazista della Polonia, la fine di qualsiasi residua speranza. Tra i primi segni della catastrofe, l'aumento smisurato dell'indebitamento personale, la nascita di istituti finanziari dediti unicamente alla spasmodica concessione di mutui e prestiti, il collasso economico del proletariato e della borghesia, la povertà diffusa a tutti i livelli, l'arricchimento vergognoso di pochi. Ricorda qualcosa? Zweig si uccise nel 1942, esule e apolide. Ma non si tirò indietro, tutt'altro: "testimoniare questa nostra esistenza tutta tensione e drammatiche sorprese, mi pare in dovere, giacché, lo ripeto, ognuno fu costretto a esser testimone di quelle inaudite metamorfosi".
Il libro costa poco e dà moltissimo, non lasciatelo, per favore, tra i libri dimenticati.

martedì 25 settembre 2007

ET telefono ente pubblico

giudizio: economia post-keynesiana. scavare buche e lasciarle lì
Telefonata di lavoro. Chiamo il centralino di un ente pubblico per parlare con l'ing. Rossi, caposettore.
- "Si, Ente Pubblico" (voce maschile)
- "Pronto, buongiorno, cerco il Dirigente, l'ing. Rossi. Mi dà l'interno?"
- "Mmm... no guardi, adesso non... deve richiamare"
- "Ma è il centralino?
- "Si ma..."
- "Scusi, mi dica almeno l'interno, così poi lo chiamo io direttamente"
- "Che? Ah... (in sottofondo, urlando: Antonio, com'è l'interno di Rossi!) Guardi, dovrebbe essere il 312. Però io da qua non glielo posso passare"
- "Ma non parlo col centralino?"
- "Si si, ma io non so... da qua non possiamo passare le chiamate"
L'interno 312 squilla a vuoto. Richiamo il centralino.
- "Pronto, Ente Pubblico!"
- "Sono ancora io, ho provato all'interno dell'ing. Rossi ma non risponde nessuno"
- "..."
- "Non è che mi darebbe l'interno della segreteria dell'ing. Rossi?"
- "Eh, deve chiedere di Anna"
- "Ho capito. Ma a quale interno, al 312?"
- "Hmm... un momento (urlando, stavolta direttamente nel microfono: Antonio! Anna di Rossi! ... Eh, l'interno! 320? Eh!)... al 320"
- "La ringrazio"
Al 320 risponde una voce maschile
- "Segreteria del caposettore Rossi"
- "Buongiorno, sono Gnappolo, vorrei parlare con l'ing. Rossi ma...
- "Guardi, stamattina è fuori sede"
- "Si, infatti non risponde all'interno. Non è che posso parlare con la sig.ra Anna,
- "No, la sig.ra Anna è fuori stanza, ma dovrebbe tornare"
- "Vede, è per la pratica XY"
- "No, guardi, è meglio che ne parla (!) con Anna, io prendo solo le telefonate... può richiamare tra 2-3 minuti?"
- "Certo, grazie!"
Richiamo. Sempre lui.
- "Buongiorno sono ancora Gnappolo, mi può passare la sig.ra Anna?"
- "Certo, ha detto il sig. Ancona?"
- "... No, sono Gnappolo, avevo detto "sono A-n-c-o-r-a io" perchè ci siamo sentiti poco fa"
- "Vabbuò... (sottovoce) Anna, è Mammolo, dove te lo passo?"

venerdì 21 settembre 2007

spazio 1999

giudizio: elogio della lentezza
E' incredibile rivedere come l'umanità immaginava il 2000 soli 25 anni prima (la serie debutta la 75). Non siamo andati a impiantare basi sulla luna e non abbiamo pistole laser, ma per il resto siamo andati molto più avanti... tranne che per le serie tv.
La cosa commovente è come è la realizzazione il telefilm (la produzione, la sceneggiatura, le scene). Allora sembravano davvero immagini dal futuro, e percepivi diversamente la lentezza dei dialoghi (i palinsesti duravano 8-10 ore, la tv andava ancora riempita), la qualità degli attori (Martin Landau), le stesse sequenze ripetute 2-3 volte a puntata, gli "esterni" fatti coi modellini e il fondo nero, le teorie scientifiche un po' raffazzonate, l'uso di "cose computerizzate" (computer enormi pieni di lucine, telecomandi tuttofare).
Tanta nostalgia per come eravamo e per quanto poco ci bastasse per sognare.

giovedì 20 settembre 2007

pubblicità regresso

giudizio: tutto, prima o poi, si sporca.
Sul sito di Radio popolare, nella pagina degli inserzionisti, si dice: "l'indice di fedeltà del nostro ascolto è altissimo e il nostro pubblico si fida dei messaggi che mandiamo in onda. Una prova? Ogni giorno rispondiamo a molti ascoltatori che ci chiedono l'indirizzo o il contatto dei nostri inserzionisti pubblicitari". Allora io penso alla cometa della gioielleria Mosele, piuttosto che al ruttino solidale di Garabombo o anche, ma con la voglia di mangiare la testa a qualcuno, alla cacchiobimba dei buoni della coop. Da un po’ di tempo a questa parte, però, quando la sveglia suona alle 6.30 mi capita di sentire qualcuno che mi dice che devo passare a Tim, che la nuova Volkswagen è fichissima, che fare la benzina all’Agip e più bello e io mi chiedo chi mi ha spostato la frequenza da quella di Radio popolare. Oppure, meglio, mi chiedo dove sia e cosa sia Radio popolare. Nel frattempo, per meditarci meglio, ho disdetto l’abbonamento.

la contraddizione è sempre in agguato

giudizio: cinque avemarie e un paternoster.
Talvolta sono costretto a spiegare che non possiedo un televisore. Invariabilmente, il mio interlocutore con aria sorpresa mi rivolge subito la fatidica domanda, "perché?", per stabilire con certezza se io sia un mormone talebano che ha in odio la modernità e si nutre di sole bacche di ginepro. Assodato il fatto che non sono un neo-luddista, mi viene spiegato - è sempre così, mai una variante - che la programmazione è diventata tremenda, inguardabile, e che lui, l'interlocutore maschio o femmina del caso, senza dubbio la televisione la guarda davvero pochissimo. Il tutto detto con aria distaccata e severamente critica. Non si contano, poi, le motivazioni cadaunate per spiegare il possesso dell'arnese infernale, tra le quali vince per distacco la sporchissima scusa delle creature ("sai, è per i bambini, fosse per me...").
Vergogna, mettere in mezzo gli innocenti, seppur pestiferi. Usate il Ritalin, no?
L'excusatio non è petita ma mi viene regolarmente somministrata, senza eccezione. Senso di colpa? Frustrazione da dipendenza? Ritegno? No, solo mancanza di complici. Infatti, non appena gli astanti sono in numero maggiore di due, oltre a me, arriva implacabile il momento della conversazione televisiva, che si protrae sempre troppo a lungo per i miei gusti e senza troppe remore. Sareste stupiti a sapere, dall'esterno, quanto parlate di televisione e di persone a me ignote. E solo per parlarne male! La contraddizione aleggia nell'aere. Perché, dunque, perché?

mercoledì 19 settembre 2007

la carta igienica profumata

giudizio: per culi nariciuti?
Dovrebbe essere universalmente impossibile concepire una qualche giustificazione all'esistenza della carta igienica profumata. Vai in bagno: nella maggior parte dei bagni non c'è odore, o se c'è è quello di apposito deodorante. Ti siedi, fai quello che devi e alla fine dovresti contemplare - mentre la stai usando! - la profumata qualità della carta igienica piacevolmente odorosa. Qualche goccia di essenza profumata sul bordo del rotolo della tua "solita" carta (molto meno costosa, di maggior durata, e probabilmente ecologica) sortirebbe lo stesso effetto (comico solo a pensarlo).
Immagina il team di nasi esperti della sez. marketing, che deve profumare la carta da culo, e finalmente ha scelto (questo sì che è irresistibile):
- "Trovato, Presidente, è il profumo della camomilla!"
Una cosa commestibile, tra i milioni di profumi disponibili! Commestibileeee!!!
Certo però che quando hai ospiti fai una molto bella figura, se sfoggi la carta igienica profumata.
La Regina va in bagno, si incipria il naso e poi può pulirsi il culo con la cartacamomilla superluxe... Sono tempi duri, e forse dovremmo ambire a che la sala da bagno eliminasse semplicemente il concetto di cacca. Non solo la puzza, che come per l'arrosto, ti dice che altri sono già passati di lì.
Ma l'ideale sarebbe far scomparire direttamente il water, specie quando hai ospiti.
- "Veda, Cavaliere, come quella volta al G8, noi non siamo usi defecare..."

martedì 18 settembre 2007

angelina jolie

giudizio: alla fiera dell'est, per due soldi.
Non potendo sopravvolare sul suo neo-pauperismo terzomondista da attrice de olivùd, esecro questo shopping di bambini maltesi, neo-cingalesi, para-pilippini cui spesso si dedica, recandosi in qualche paese socialmente accettato e prelevando nani a più non posso. C'è gente che è invischiata nelle procedure di adozione da decenni e lei come fa? Forse perché è ambasciatrice ONU alla tratta dei bambini, chissà. E poi, diciamocelo: in privato dev'essere una seccamarroni di primissimo ordine.

 
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