giudizio: perennemente sull'orlo di una crisi.
Napolitano è stato bravo, nel messaggio di fine anno: certe cose le ha dette senza nascondersi (iddio lo benedica quando parla del senso civico, ce ne vorrebbe a palate); in qualche altro caso ha cercato di spronare le residue forze agonizzanti del belpaese a tirare la carretta ancora un altro po'; ancora, poi, ha cercato di spiegare che no, non siamo un paese in crisi, siamo dinamici in sosta nella prigione del Monopoli, al momento, in attesa della carta "escidiprigione".
Insomma, ha fatto quello che un presidente della Repubblica dovrebbe fare nel messaggio di fine anno.
Mentre Napolitano ragionava di "sentimenti e ragioni di fiducia nell’Italia", di "fermenti positivi", di "mettere a frutto le potenzialità", di "rappresentanze dell’Italia più operosa e generosa", del "nuovo esprimersi della creatività italiana" (l'Italia è un bambino intelligente ma non si applica, il tenore è questo), mi è scappato l'occhio alle sue spalle: era seduto su una poltrona rivestita di velluto blu talmente liso da essere lucido ai fianchi, dove ci sono le spalle, si intravedeva leggermente anche l'imbottitura. Velluto velino, e di brutto. E lui diceva: "Perché il Quirinale, senza eguali al mondo, è – permettetemi di sottolinearlo – tra i luoghi più rappresentativi della storia e della creatività italiana". E io pensavo: "o questo è un nuovo - interessante - corso bulgaro della comunicazione istituzionale (e non è detto che non mi piaccia), o stavolta davvero davvero siamo fottuti". Da quel momento, non ho potuto fare a meno di pensare che lo sfondo fosse una scenografia, che Napolitano fosse in realtà in uno scantinato sgocciolante, che la telecamera fosse in autoplay, che il presidente fosse morto ormai da decenni, che non ci fosse nessuno a guardare la televisione, che nemmeno io, in realtà, fossi lì.
Poi, però, è venuto capodanno, ho fatto il pirla come tutti, ho tirato un cesso e uno SCUD dalla finestra sulla gente di sotto e tutto è tornato a posto. Buonanno a tuslemond, forse ce la faremo a prendere il diploma, a calci nel culo.
sabato 5 gennaio 2008
iniezione di fiducia?
Pubblicato da
trivigante
alle
11:08
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lunedì 1 ottobre 2007
Sinistre mani e piedi resuscitati.
giudizio: genio e sfrontatezza
Keith Jarrett ha un fisioterapista.
Anch'io, da circa un mese, ho un(a) fisioterapista.
A me la fisioterapista mi ha fatto scoprire che esistono polmoni (e si riempiono d'aria, allargando in fuori le ultime costole) anche in basso (ma più su della pancia) a destra e a sinistra. E perfino -stessa altezza- indietro, verso la colonna vertebrale, con la sensazione che inspirando "lì" si sposta (indietro) anche quella. Inoltre mi ha insegnato la versione autentica del "stai su con le spalle" che mi perseguita dai tempi di mia madre. Il concetto è quello del filo che ti "tira su" da in mezzo alla testa; MA.... siccome in quanto esseri viventi dobbiamo ben radicarci su questa terra, il filo non funziona se non parte dai piedi, o meglio dal loro contatto col terreno. Si tratta semplicemente di camminare con pressione piena dei piedi contro terra: lei (la fisioterapista) suggerisce d'immaginare un elastico che corre tra il centro del tallone e la base delle dita, per allungarlo ad ogni appoggio del relativo piede.
Meglio provare prima da seduti: pensate di tirarvi su ben dritti (il famoso filo). Vi verrà spontaneo farlo a partire dal culo appoggiato sulla sedia. Rifatelo invece partendo dai piedi, cioè spingendo con i piedi contro terra: tutta un'altra cosa! Stessa sensazione nel camminare per strada, belli dritti verso l'alto, ma a partire dai piedi che premono integralmente, spudoratamente il VIL SELCIATO (viene subito da parlare così: è perchè ti senti improvvisamente strafigo, ma proprio strafigo dentro). Se poi mentre cammini respiri anche un po' in zona toracica bassa destra-sinistra/indietro... 'napocalisse, non caghi più nessuno!
Keith Jarrett ha scoperto che -prima del suo "burn out"- non aveva "quasi mai suonato con la mano sinistra"; mentre adesso la sua mano sinistra sa meglio di lui cosa e come suonare: grazie a lei si sente risuscitato .
Solo che lui l'ha scoperto da solo. Forse la differenza fra noi due sta tutta qui.
Pubblicato da
siu
alle
13:49
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