giudizio: una torta avvelenata.
I vicini di casa sono, invariabilmente, dei rompicoglioni. Vuoi perché ascoltano musica etnica, o perché hanno orari balzani, o figli lamentosi, o automobili cafone, oppure perché fanno il bucato di notte o perché in casa stanno comodi con gli zoccoli olandesi. In pratica, perché esistono.
Secondo un ovvio principio di reciprocità, chiunque di noi è vicino di casa di qualcun altro, motivo per il quale chiunque di noi può essere ascritto alla categoria dei rompicoglioni. Perché a me piace ascoltare l'hard rock a tutto volume, cucinare molti quintali di cavolo e mettere la posta religiosa che ricevo nelle cassette altrui. Mi esprimo quasi liberamente, io non dò fastidio.
Non c'è scampo, da un punto di vista complessivo siamo tutti dei rompicoglioni, seppur con differenze non lievi. Nonostante alcune persone siano più che civili, l'eccessiva vicinanza crea danno: non sono certo che la visita iniziale con tanto di torta appena sfornata sia una dichiarazione di cortesia, quanto piuttosto una sarcastica dichiarazione di guerra futura. Prima o poi verrà l'assemblea condominiale. Visti dall'esterno, dunque, siamo una specie, tutta, che tende con una certa pervicacia a devastare l'ambiente circostante, persone incluse.
Soltanto in virtù di queste spiegazioni è possibile comprendere appieno l'iniziativa dell'Accademia russa di Scienze: poiché è stato scoperto di recente Gliese 581c, un pianeta molto simile alla Terra, sufficientemente vicino per essere considerato contiguo, dotato forse di aria e acqua, il professor Zaitsev - attenzione: a nome nostro - ha ben pensato di cominciare a inviare trasmissioni radioastronomiche in direzione dei Gliesiani, ammesso che esistano, informandoli delle nostre attività e caratteristiche più svariate, per esempio inviando immagini della campagna elettorale americana e spiegando che noi abbiamo un naso e il sedere tagliato in due. Le trasmissioni arriveranno a destinazione tra vent'anni e, secondo il tizio, si tratta di un «approccio democratico alle comunicazioni con gli extra terrestri».
Eccoci giunti, dunque, all'equivalente galattico della torta di buon vicinato: non invitati infestiamo il citofono, la cassetta di posta e il telefono dei nostri vicini, proponendo loro le nostre belle iniziative, facendogli vedere le foto dei figli e mostrando la nostra innegabile simpatia. Poiché loro non si fanno avanti, i timidoni (cito: «c’è sempre la possibilità che fra le varie presunte intelligenze extraterrestri prevalga un atteggiamento passivo, di preferire che per primi si espongano gli altri, piuttosto che manifestarsi subito»), noi siamo più disinvolti. E chi se ne frega se non potranno più ascoltare la loro radio preferita perché occuperemo le loro frequenze, non ci importa.
Siamo troppo simpatici, noi, per frenarci. Vicini di casa, appunto.
giovedì 16 ottobre 2008
I vicini di casa
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trivigante
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giovedì 25 ottobre 2007
Ride il telefono.
giudizio: antenna tiè...
Settimana scorsa ho deciso: la TV non la ricompro (non mi fido di me stessa - se ce l'ho poi la guardo - e comunque sto così bene senza...).
Mi sono fatta il segno della croce e sono partita per l'impresa "disdetta del canone RAI" come si parte per un 8.000 himalaiano. Ipotizzando, per cominciare, una scaletta di associazioni dei consumatori e/o enti civici e legali a cui rivolgermi, e mentre ci rimuginavo ho guglato distrattamente "disdetta canone RAI": da non crederci! Chiare e semplici mamma RAI vi spiattella sotto il naso le modalità, che poi consistono in una semplice dichiarazione da inviare entro il 31/12. E deve comprendere (qui l'ahimé è d'obbligo...) "adeguata comunicazione" della fine che ha fatto il vostro apparecchio in caso di furto (la denuncia, I suppose) o incendio; oppure... "A CHI L'AVETE DATO???" (che ha una sinistra bacchettona assonanza con "a chi l'avete data", ma questo per fortuna ve lo potete tenere per voi).
Il mio televisore l'aveva prelevato il servizio rimozione rifiuti ingombranti della locale municipalizzata. Ma quando...? Bo'.... Per dichiararglielo con una certa dose di credibilità forse è il caso di risalire almeno alla data, mi sono detta, e ho fatto il numero della municipalizzata come se il telefono che avevo in quel momento in mano fosse il vero 8.000, e in un giorno di tempesta. Non avevo ancora finito di formulare compiutamente la mia richiesta, che già stava arrivando la risposta -rimozione effettuata il 13 marzo- seguita dalla domanda del perchè m'interessava saperlo. Appena gliel'ho spiegato, la gentile interlocutrice mi ha chiesto il codice fiscale e mi ha preannunciato l'invio di un'attestazione: che avevano prelevato la mia TV in tale data... ecc. ecc. Ho ringraziato estasiata, ma dentro di me già nasceva un irrefrenabile "SEEE..." (campa cavallo). 4 (quattro) giorni! 4 soli giorni dopo è arrivata la dichiarazione: completa, formalmente e sostanzialmente ineccepibile, roba da rileggerla 2 o 3 volte per convincersi che era vera. Sicchè la mia disdetta partirà corredata dal meraviglioso documento...
E adesso, per favore, non ditemi: 1° che non bisognerebbe stupirsi con genuflessioni e osanna di cose che dovrebbero essere normali (per l'appunto in questo condizionale è racchiuso il triste destino di un paese non civile); e 2° che comunque per anni la RAI continuerà lo stesso a mandarmi offensive vessatorie e minacciose intimazioni a pagare il canone, perchè lo so benissimo. Ma so anche che le userò per... non voglio essere volgare, e poi è carta che non si presta, per farmi fresco!
E adesso... La doccia freeedda! Ha, ha, haa..!!
Non è vero niente? E' stato solo un sogno?
Nooo, tranquilli: diciamo una mezza doccia fredda. Perchè dal numero della municipalizzata ho la certezza che sono stata collegata con la cooperativa che, per conto del comune, si occupa della rimozione dei rifiuti ingombranti: la signora gentile, la lettera arrivata in un baleno... Insomma, come dire, forse c'è un po' meno da stupirsi, visto che il tasso di civiltà-umanità-senso del dovere delle cooperative in genere dovrebbe essere, proprio istituzionalmente, un po' più elevato di quello degli "enti pubblici aprire buche e lasciarle lì"...
O no?
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siu
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10:10
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venerdì 12 ottobre 2007
un webby, un emmy, un oscar, un principedelleasturie, un nobel
giudizio: chi si loda si imbroda.
Al Gore è l'inventore di internet (1999, "During my service in the United States Congress, I took the initiative in creating the Internet") e ha vinto il premio Webby, anche se non l'ha inventato. Al Gore non ha inventato ma ha portato al successo Apple e Google. Al Gore ha inventato l'investimento equo e adesso lo governa. Al Gore ha pareggiato la guerra in Vietnam anche se era contrario perché non ha inventato il Vietnam. Al Gore dal 1976 a oggi ha reinventato Congresso, Senato e vicepresidenza degli Stati Uniti. E anche la presidenza, visto che ha vinto lui. Al Gore ha inventato l'operazione "Desert fox". Al Gore ha inventato il network televisivo online. Al Gore ha inventato il documentario di denuncia e Al Gore ha vinto l'Oscar come migliore documentario. E ha vinto anche l'Emmy. Al Gore ha inventato il clima e poi Al Gore ha denunciato il fatto che sta cambiando. Al Gore ha inventato i documentari-concerti con scopo sociale. Al Gore ha inventato il documentario-libro di denuncia. Al Gore non ha inventato la cooperazione internazionale, ma vince premi come se l'avesse fatto. Al Gore, da oggi, non ha inventato il Nobel per la pace, ma ce l'avrà sul caminetto tra poco. Kissinger gli darà il suo? Kissinger non è stato inventato, c'è da sempre.
Più che il nobel per la pace, io gli avrei dato il nobel per le invenzioni. Infatti, anche questa stupida recensione è stata inventata da Al Gore.
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trivigante
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11:21
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lunedì 17 settembre 2007
repubblica.it corriere.it lastampa.it
giudizio: a rischio zero, come l'attrattività
I tre principali quotidiani italiani hanno ormai acquisito e rinforzato il "format" della comunicazione online in modo quasi definitivo e infattisembrano l'ombra di se stessi, inchiodati in una struttura sempre più autoreferenziale e vuota, da riempire di click a tutti costi... La struttura della pagina è ormai identica, le notizie si rincorrono di pochi minuti, e la ricerca dell'equilibrio genera hompage quasi identiche.
Il proliferare di foto erotiche. Troppa foga su Repubblica.it (poco meglio il corriere, si salva lastampa). Ce n'è proprio bisogno? Le trovo irritanti per chi si dedica ai contenuti del sito (parliamo dell'edizione online di un quotidiano d'informazione, non di un "qualsiasi portale"), e c'è il dubbio (see...) che la scusa di postare immagini "artistiche" di bravissimi fotografi (leggasi tette-e-culi) serva solo per aumentare il numero di contatti (e di conseguenza le entrate pubblicitarie). Vergogna, Repubblica.it!
Le similitudini nei dettagli. Troppo spesso sulle tre home page si trovano le stesse fotografie a corredo delle stesse notizie di non-attualità (ad es. tecnologia, l'onnipresente costume). Sembra quasi che il medesimo servizio venga "fornito" a più testate dallo stesso soggetto esterno. Possibile???
Ci sono ancora le differenze, ma sono sempre meno marcate. Che non sia meglio rincorrere altro, piuttosto che copiare anche i dettagli di chi è già identico a noi? Non stupisce che beppegrillo abbia tanto successo tra i poco (e)lettori...
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gnappolo
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martedì 29 maggio 2007
l'incontinenza fecale
giudizio: un sacchetto di orrore e raccapriccio
Dopo tanto cosare di cervello, dopo un simposio internazionale, dopo lunghe consultazioni, dopo pareri eminenti, si è giunti alla conclusione definitiva che la situazione peggiore in assoluto in tema di improvvisa e urgente defecazione è questa: cacarsi addosso in funivia. Non paiono esserci situazioni in grado di battere la campionessa in carica.
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trivigante
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20:57
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martedì 17 aprile 2007
agenzia delle entrate 848-800-444
Metti che ti penda sul capo una sanzione. Metti che sia il penultimo giorno per pagarla. Metti che per errore hai strappato la copia dell'F24 con cui dovresti pagare, e vorresti avere informazioni su come fare a rimediare. Preparati allora a passare un'intera giornata nel tentativo di collegarti ad un operatore.E L'unica volta che riuscirai ad avere la linea, una vocina metallica ti dirà che sei il 25° in attesa, per un totale di venti minuti d'attesa. Finirà la musichetta e quando t'aspetti qualcuno... il nulla.
Come se t'avessero staccato i fili. A questo punto penserai anche tu che "tutti gli statali sono uguali", che sono lì "solo a scaldare la sedia", e immaginerai che, in realtà, dall'altra parte del telefono siano tutti in una lunga, eterna pausa caffé.
E poi vorrai mondarti, dei pensieri impuri.
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trofimov
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mercoledì 28 marzo 2007
rai click e teche
giudizio: quattro colonnelli della finanza
Iniziative RAI strepitose, non sembra nemmeno di vivere in Italia. Si può rivedere e risentire di tutto e, se qualcuno è molto male intenzionato, pure scaricare a go-go. Stupore senza condizioni e molto godimento.
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trivigante
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14:40
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