giudizio: un libero pellegrino.
Boris Pahor, sloveno di Trieste, novantacinque anni, arruolato nell'esercito fascista, poi partigiano nelle formazioni slovene, internato in vari campi di concentramento, poi scrittore senza remore, forse candidato alle prossime elezioni nel PD. Un simbolo di una scatola cinese di minoranze, uno sloveno schiacciato tra titini e italiani (non brava gente ma fascisti), tra tedeschi e socialisti sloveni. Nel 1966 scrisse, in sloveno, "Necropoli", racconto autobiografico di addetto ai forni crematori, ignorato per più di vent'anni dalla storiografia e letteratura concentrazionaria. A colpevole torto, perché Pahor scrive incredibilmente bene e, a differenza di molti sopravvissuti, va a fondo delle cose, vuole sapere perché, si interroga e offre risposte, non si risparmia e non risparmia nulla al lettore, non risparmia parole e non risparmia sonori schiaffoni. "Necropoli" è il racconto della sua visita da uomo libero a Natzweiler-Struthof, campo di concentramento sui Vosgi, il suo primo campo: i ricordi riaffiorano, osserva i comportamenti dei turisti (due, addirittura, si baciano davanti alle camere a gas) e le proprie reazioni (lui li vede e non si indigna, ci pensa), ricostruisce il passato e, come ho detto, offre spiegazioni approfondite senza fermarsi di fronte a nulla. Uomo perfettamente integro di fronte alla realtà, è ammirevole da ogni punto di vista. E il suo romanzo è un unicum nel genere, non avevo mai letto nulla del genere sull'olocausto, nulla di così criticamente libero, di così approfondito, nulla di così analitico. Ecco, l'analisi è il punto, e proprio perché ragionata e pacata è una lama di rasoio e non lascia scampo. Per quasi tutti i sopravvissuti all'olocausto, la liberazione non è avvenuta con l'uscita dai campi, se non quella fisica. Per quasi tutti, la liberazione dall'orrore non è arrivata mai. Da Pahor, invece, ho imparato come osserva il mondo un uomo davvero libero, che ha resistito su ogni fronte. Sta a Trieste, andiamolo a salutare, è un uomo raro e prezioso.
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martedì 11 marzo 2008
necropoli
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trivigante
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08:44
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