giudizio: un tipo di cinema che sappiamo fare.
Dieci anni della vita politica e privata di Giulio Andreotti ovvero come è possibile fare un film su Andreotti senza diventare il Bagaglino.
Il film è strepitoso, meglio dirlo subito, girato in modo magistrale e mai banale, non concede nulla alle cretinate che da una vita danno il pane a
Forattini e prende in considerazione dieci anni della vita politica e privata di Andreotti, dal 1991 al 2001, gli anni della grande sconfitta. Toni Servillo è al livello del migliore Gian Maria Volontè dei film politici e interpreta i toni monocorde del grande battutista senza mai scivolare nell'avanspettacolo, come sarebbe facile.
Il film, com'è giusto e sensato, non risolve nulla, lascia del tutto aperta la questione se il senatore sia il grande vecchio diabolico della politica italiana o un uomo cinico e sprezzante, dotato di sufficiente intelligenza politica. Propone però un'interessante chiave di lettura della figura di Andreotti, vale a dire un uomo di umili origini proteso con tutte le sue forze verso il riconoscimento culturale più che verso il potere in sé stesso, anche se la cosa - realisticamente - fa un po' a pugni con gli impresentabili, Pomicino, Sbardella, Ciarrapico, della sua corrente.
Due scene sopra tutte (il presunto bacio appiccicaticcio con Riina, Andreotti e la moglie che guardano Renato Zero alla televisione con reciproco scambio di affetto) e una battuta, tra tante: "E' pur vero che nostro Signore ci raccomanda di porgere l'altra guancia ma è altrettanto vero che, saggiamente, ci ha dotato di sole due guance". Unico neo, tecnico, del film: le scritte esplicative in rosso, che senza dieci decimi e un cinema ad alta risoluzione risultano francamente illeggibili. Averne, di film così.
venerdì 6 giugno 2008
Il divo
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trivigante
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martedì 17 aprile 2007
agenzia delle entrate 848-800-444
Metti che ti penda sul capo una sanzione. Metti che sia il penultimo giorno per pagarla. Metti che per errore hai strappato la copia dell'F24 con cui dovresti pagare, e vorresti avere informazioni su come fare a rimediare. Preparati allora a passare un'intera giornata nel tentativo di collegarti ad un operatore.E L'unica volta che riuscirai ad avere la linea, una vocina metallica ti dirà che sei il 25° in attesa, per un totale di venti minuti d'attesa. Finirà la musichetta e quando t'aspetti qualcuno... il nulla.
Come se t'avessero staccato i fili. A questo punto penserai anche tu che "tutti gli statali sono uguali", che sono lì "solo a scaldare la sedia", e immaginerai che, in realtà, dall'altra parte del telefono siano tutti in una lunga, eterna pausa caffé.
E poi vorrai mondarti, dei pensieri impuri.
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trofimov
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venerdì 13 aprile 2007
le vite degli altri
giudizio: nessun informatore della stasi
Una mattina il compagno Honecker va alla finestra e saluta: "Ciao sole". E il sole risponde: "Ciao compagno Honecker".
A mezzogiorno, il compagno Honecker va alla finestra e saluta: "Ciao sole". E il sole risponde: "Ciao compagno Honecker".
Al tramonto, il compagno Honecker va alla finestra e saluta: "Ciao sole". Non risponde nessuno. Allora il compagno Honecker ripete: "Ciao sole". Nulla. Il compagno Honecker grida: "Ciao sole!". E il sole finalmente risponde: "Baciami il culo, compagno Honecker! Sto tramontando, sono già al di là del muro".
Berlino, 1984, film molto bello.
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trivigante
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18:04
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