venerdì 17 ottobre 2008

I tortellini bolognesi

giudizio: indescrivibile. Perciò ne scrivo
Non succede spesso di pensare "Cazzo, per 30 anni ho avuto un pregiudizio terribile e mi vergogno, come proverò vergogna per chi continuerà a pensare le stesse cose che pensavo io".
I tortellini. Un quadrato di pasta all'uovo con dentro un quadratino di ripieno a base di carne (di quest'ultimo sono infinite le varianti, una per ogni famiglia, ma di base dentro c'è della lonza di maiale, del prosciutto, della mortadella).
Esistono in due versioni, sostanzialmente: al sugo o in brodo. Al sugo sono quelli che per tutti noi sono sempre stati i tortellini, fondamentalmente confezionati (Rana, coop, Buitoni, tutti buonissimi, insomma, normali).
In brodo non li vuole praticamente nessuno, se non il cugino un po' sfigato o il nonnino di turno, che li mangia nel brodo di dado stracotti e disfati (come all'ospedale). Ecco perchè quando te li propongono in brodo pensi che faresti di tutto pur di non mangiare quella roba triste. Quando proprio non riesci ad evitarli, prima bevi il brodo, poi cerchi di condirli in qualche modo (ovviamente, ci versi sopra la formaggera del grana e abbondante pepe. Li ricondisci asciutti). No, che poi quelli "asiutti" (col ragù, al sugo di pomodoro, burro e salvia, o con pancetta e cipolla) sono tutti buoni. Seriamente, sono più che gradevoli, altro che! Ogni tanto ne hai proprio voglia. Niente tortelli, niente ripieno di zucca, ricotta e noci, ricotta e spinaci, no: carne. Parentesi: quelli panna-e-prosciutto-piselli-e-qualcosaltro no, quelli sono davvero terribili... Vanno bene a mensa e, se proprio non hai alternative, al selfservice...
Poi arrivi a Bologna, ci abiti 5 anni, li ignori così a lungo (appunto: beatamente) e una sera pensi va bene, proviamoli. Trattoria da Valerio in via Avesella 10 (per noi è praticamente il tinello, ma sotto casa. Ambiente più che famigliare: famiglia). E vai: "Per me i tortelini". L'ho detto. Voglio provare. Lo so: non li mangio in brodo da almeno 12 anni (li preparò mia zia). Ovviamente i tortellini sono, per chi non sa, fatti in casa (da una "Sfoglina", o dalla "zdora") e sono, ovviamente minuscoli (per chi sa: "al mignolo").

Che, chiaro, a Bologna, per un Bolognese, per Valerio, i tortelini sono (ovviamente) SOLO in brodo. Banalmente, non ne esiste una versione asciutta. Punto.
Ora, è impossibile descrivere una pietanza sublime. Sarebbe riduttivo e falso. E' anche difficile descrivere come ci si può sentire mentre si gustano. Ma è comunque facilissimo constatare che tutto quello che, comunemente da non bolognesi, si pensa a proposito dei tortellini-praticamente-solo-asciutti è assolutamente, inequivocabilmente, davvero sbagliato, anche se lo pensavi proprio tu.

Per la cronaca, il vero uomo bolognese si distingue perchè se gli dai da mangiare dei veri e buonissimi tortellini in brodo dice sempre: "Buoni, davvero buoni. Però quelli che fa la mia mamma..."
Che io possa avervi ospiti una sera a cena da Valerio, per vedere la vostra espressione incredula smontare i pregiudizi di un'intera civiltà sbagliata. Quella non-bolognese.
Per capire quanto contino i tortellini e chi li sa preparare, per i bolognesi, suggerisco di sfogliare (he he) la proposta di legge per la valorizzazione e la promozione della "sfoglia emiliano-romgnola" e del mestiere di "sfoglina/o"
http://www.grillini.it/show.php?2782

4 commenti:

siu ha detto...

Da Valerio in via Avesella si conferma: audaces fortuna iuvat, la sorte aiuta gli audaci!

trivigante ha detto...

Tutto molto vero. Infatti, per noi che non viviamo tra Modena e Bologna, il giorno di Natale è sempre una sorpresa, quando un piatto per malati il resto dell'anno ridiventa per un giorno un piatto strepitoso, che uno (io) si dice: "orpo, devo ricordarmelo". Ma poi lo si dimentica, pazzi.
Qualcuno dice che il tortellino nacque su invenzione del proprietario della locanda "Dogana", il quale - sbirciando dal buco della serratura della stanza di una nobildonna sua ospite e, rimasto tanto colpito dalla bellezza del suo ombelico - volle riprodurlo in una preparazione culinaria. Qualcuno chiama in caso Marte, a me più che un ombelico - devo dirlo - ricorda qualcos'altro. Ehm.
Comunque, il tortellino è noto nel mondo e gli utilizzi sono davvero varii. Bolognese, inorridisci: http://en.wikipedia.org/w/index.php?title=Image%3AChicken_ranch_and_tortellini_pizza.JPG

trivigante ha detto...

Dimenticavo: minchiacioè, morte ai tortellini alla panna. Morte.

djenzio ha detto...

Tanto son rimasto affascinato dalla recensione gastronomica che l'altra sera richiesto su quale fosse la mia preferenza per la cena senza esitare, ho detto: "tortellini in brodo". Purtroppo, esigenze di servizio hanno imposto di utilizzare il dado, e poiché già da un po' galleggiavano nel brodo quando ho potuto approcciarli più che tortellini parevano agnolotti, da tanto eran gonfi. Non rimane che farti visita.
(però a me, forse proprio perché mi ricorda la mensa, il panna+ prosciutto un po' piace)

 
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