giudizio: a rischio zero, come l'attrattività
I tre principali quotidiani italiani hanno ormai acquisito e rinforzato il "format" della comunicazione online in modo quasi definitivo e infattisembrano l'ombra di se stessi, inchiodati in una struttura sempre più autoreferenziale e vuota, da riempire di click a tutti costi... La struttura della pagina è ormai identica, le notizie si rincorrono di pochi minuti, e la ricerca dell'equilibrio genera hompage quasi identiche.
Il proliferare di foto erotiche. Troppa foga su Repubblica.it (poco meglio il corriere, si salva lastampa). Ce n'è proprio bisogno? Le trovo irritanti per chi si dedica ai contenuti del sito (parliamo dell'edizione online di un quotidiano d'informazione, non di un "qualsiasi portale"), e c'è il dubbio (see...) che la scusa di postare immagini "artistiche" di bravissimi fotografi (leggasi tette-e-culi) serva solo per aumentare il numero di contatti (e di conseguenza le entrate pubblicitarie). Vergogna, Repubblica.it!
Le similitudini nei dettagli. Troppo spesso sulle tre home page si trovano le stesse fotografie a corredo delle stesse notizie di non-attualità (ad es. tecnologia, l'onnipresente costume). Sembra quasi che il medesimo servizio venga "fornito" a più testate dallo stesso soggetto esterno. Possibile???
Ci sono ancora le differenze, ma sono sempre meno marcate. Che non sia meglio rincorrere altro, piuttosto che copiare anche i dettagli di chi è già identico a noi? Non stupisce che beppegrillo abbia tanto successo tra i poco (e)lettori...
lunedì 17 settembre 2007
repubblica.it corriere.it lastampa.it
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gnappolo
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fermate il mondo, devo scendere
giudizio: non tutti siamo enrico toti
Non ti renderai mai conto dell'utilità di una caviglia fintanto che non te la ritroverai gonfia come un melone e nera come una prugna, dopo che ti ci è saltato sopra un napoletano di 100 kg.
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trofimov
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14:49
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mercoledì 12 settembre 2007
confezione latte intero coop
giudizio: ai magazzini GUM....
Bella ed efficace tutta la nuova grafica che da qualche anno veste tutti i prodotti Coop (ha vinto anche diversi premi). Belle tutte, tranne la confezione del Latte Intero, su cui campeggia la foto di una bambina che beve dal bicchierone, e che pare venga direttamente dagli anni 70 più bulgari a colori slavati. Completa il quadretto il bianco finto del latte nel bicchierone (scontornato pure maluccio), praticamente fosforescente rispetto al pallido viso della povera bevitrice.
Coraggio bambina latte coop, io ti voglio bene, ma spero che al grafico che ti ha creata fischino le orecchie ogni mattina, quando ti vedo, triste e sbiadita sul tavolo della cucina.
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gnappolo
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15:34
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being clemente mastella
giudizio: due case in vicolo corto con prelazione
Stamattina mi son svegliato strano. Mangiando otto cornetti ho sentito me che dicevo: "il diritto di prelazione mi ha consentito di investire dei soldi anche per piccole metrature per i figli". Poi ho mangiato gli straccetti con grassoni che mi chiamavano "papà" in almeno 5 appartamenti diversi. Però ho scoperto di avere solo tre figli. Poi ho bevuto il caffé e fatto il riposino spostandomi in 26 vani più balconi e terrazzo su tre lati, due verande e, perfino, in un box auto molto scomodo. E' un incubo.
Sono prigioniero di un corpo pericoloso. Forse mio padre mi ucciderà tirandomi una mela, gliene sarei davvero grato. Prima che io mangi qualcuno. O, peggio, mangi me stesso.
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trivigante
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lunedì 30 luglio 2007
il vivere in provincia
giudizio: non mi avrete, mai più, simpatiche valli!
Scappato prima dei vent'anni da una valle sempre più stretta, dopo aver conosciuto due, tre quattro città meravigliose, recentemente mi è capitato di pensare "mah, chissà come sarà tornare a vivere in provincia?".
Un interrogativo che non viene solo dalla curiosità, ma anche dall'inevitabile desiderio di uscire dal metropolitano affannarsi lavoro e cosaredicervello... Vacanzina, capitiamo a Chiavenna, baricentro di un'altra valle, per un civilissimo aperitivo al caffè in piazza. E' grande la predisposizione d'animo, ma mi cade un'occhiata ai cartacei strilloni dei quotidiani locali, e scompare ogni dubbio.
Tolta ogni curiosità da La Provincia (di Lecco): "Arrestato un immigrato: aveva insidiato una ragazza della valle".
Ma soprattutto, oltre ogni possibile resistenza, è Il Giorno: "I ragazzi del Grest di Cosio in gita a Poira: tutte le foto!".
Non mi avrete, mai più, simpatiche valli!
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gnappolo
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15:36
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mercoledì 18 luglio 2007
mancato pagamento vs. rimborso
giudizio: siete sempre più merde....Quando al casello finisci su una porta Self service/ViaCard e non hai abbastanza spicci o credito viacard, il sistema emette una ricevuta, con codice identificativo, per consentirti di saldare il "Mancato Pagamento" (entro 15gg). Una volta lo potevi pagare solo ai caselli o punti blu della medesima rete (Autostrade è diverso da TO-PC, che è diverso da TO-AO, ecc.). Oggi si paga anche online, con carte di credito. Comodo.
Se non dovesse essere la normalità (nel 2007) direi: figo!
Lasci stare l'autostrada, e stavolta prendi il treno. Un nuovo e condizionatissimo Eurostarro. Ovviamente fa ritardo: hai diritto ad un rimborso. Terzomondo:
1. NON viene annunciato a bordo. E' tuo diritto, ma no, annunciano i nuovi menù del mattino chefexprès, ma no, niente annuncio rimborso.
2. Devi cercare in stazione una buchetta gialla (microscopica) sempre sprovvista dei fogli per il rimborso, che devi compilare e imbucare (e, se sei arrivato in una città che NON è sede di divisione passeggeri, SPEDIRE).
3. Via posta, dai 6 ai 12 mesi dopo (ma anche 14 mesi dopo, posso testimoniare), arriva il rimborso, che è una specie di assegno/bonus con cui hai diritto a sconti in biglietteria (ma non se fai il biglietto online).
4. In alternativa ti arriva un pezzo di carta su cui ti scrivono che NON avevi diritto al rimborso perchè "l'evento non era imputabile a Trenitalia". NB: Trenitalia intasca comunque degli indennizzi da RFI quando i suoi treni arrivano in ritardo perchè (dico per dire) l'Enel stacca la corrente a RFI, o una mucca finisce sui binari...
Vergogna vergogna, Trenitalia.
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gnappolo
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15:00
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mercoledì 27 giugno 2007
il mistero della terra
giudizio: superpunto interrogativoPrendi una pianta, dille che l'ami e che la vuoi mettere nella terra. Scavi una buca, bella profonda, ci metti la pianta, un enorme sacco di terra buona che hai comprato apposta al vivaio e un po' della terra che hai tirato fuori scavando il buco. Non basta. Aggiungi tutta la terra che rimane. E ancora non basta, o basta al pelo. Quasi quasi ti vien la preoccupazione di dover scavare un'altra buca per avere ancora terra.
Un bel mistero, eppure prima la terra riempiva il buco, perché ora no? La spiegazione che mi sono dato: è evidente che la terra, mentre non guardo, evapora. Scienza in campagna.
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trivigante
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mercoledì 13 giugno 2007
coeurs di alain resnais (2006)
giudizio: ho desiderato la morte. la mia.
L'unica cosa che ho imparato guardando questo film: a Parigi hanno un problema con la neve, nevica dentro alle case. Tutto il resto è noia. Attenzione, no!, non ho detto 'mavafanculo'. L'avant-garde cinematografica francese è andata talmente avanti che sta per doppiarmi, da dietro.
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trivigante
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martedì 29 maggio 2007
l'incontinenza fecale
giudizio: un sacchetto di orrore e raccapriccio
Dopo tanto cosare di cervello, dopo un simposio internazionale, dopo lunghe consultazioni, dopo pareri eminenti, si è giunti alla conclusione definitiva che la situazione peggiore in assoluto in tema di improvvisa e urgente defecazione è questa: cacarsi addosso in funivia. Non paiono esserci situazioni in grado di battere la campionessa in carica.
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trivigante
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20:57
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femmine.01
giudizio: qualcosa ci spinge a volerle con noi.
Avete finalmente trovato gli scaffali per il ripostiglio, ma le viti per montarli erano da comprare a parte. Tu hai preso il necessario, la bellezza di 80 viti, e le hai prese lunghe, perché così tutto sarà più stabile e incrollabile. Poi ti sei accorto, nel lungo pomeriggio impiegato ad avvitare, di avere esagerato, perché quelle viti sono davvero troppo lunghe. Mai ammettere, ovvio, una cosa del genere con lei: sarebbe la fine. All'ottantesima vite, però, qualcosa ti spinge a cedere al lato oscuro della forza e, con il martello, fai capire alla vite che deve entrare del tutto, non solo a metà. Sistemati gli scaffali, la chiami per farle vedere quanto è meglio, ora, il ripostiglio. Lei tace e indica un punto dello scaffale, una vite, in particolare: l'unica storta.
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pazoozo
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lunedì 21 maggio 2007
linguaggio e comunicazione nel costruttivismo radicale

giudizio: una parentesi rotonda
... i cantanti! fancazzisti pseudoartisti invece che impegnare i giornalisti
critici musicali come me che ho cose più importanti a cui pensare... che se
le facciano loro le recensioni!
- Guccini Francesco recensisce Battiato Franco
- Vuoto, Il (LP)
"I genii musicali preannunciati dai giornali hanno officiato
e i sacri versi hanno cantati,
le elettriche impazziscono, sogni e malattie guariscono,
son poeti, santi, taumaturghi e vati.
Con gioia e tremore li seguo dal fondo della mia città,
poi chiusa la soglia do sfogo alla mia turpe voglia: ascolto Bach!"
- Grazie...
- Prego, you're wellcome!
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ilbisca
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martedì 15 maggio 2007
il corso per dirigenti dell'Adecco
giudizio: quattro fanculi
La storia è più o meno questa: l'Adecco management school (fanculo uno) piglia gli apprendisti dirigenti d'azienda (fanculo due) e li getta nella vasca degli squali dell'acquario di Cattolica. Mi pare, finalmente, una scelta giusta. Ah, no, peccato: lo scopo è di "accrescere tecniche di sviluppo personale, basate sulla self-leadership reale e migliorare l'attitudine al superamento dei propri limiti percepiti" (fanculo tre). Che spreco. Questi, manco a dirlo, escono entusiasti che nemmeno l'ecstasy con il vinavil (fanculo quattro). Si propone, allora, che, per instillare e rafforzare il senso della famiglia in senso cattolico, coloro che intendono sposarsi siano gettati nella vasca dei vescovi.
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trivigante
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martedì 17 aprile 2007
agenzia delle entrate 848-800-444
Metti che ti penda sul capo una sanzione. Metti che sia il penultimo giorno per pagarla. Metti che per errore hai strappato la copia dell'F24 con cui dovresti pagare, e vorresti avere informazioni su come fare a rimediare. Preparati allora a passare un'intera giornata nel tentativo di collegarti ad un operatore.E L'unica volta che riuscirai ad avere la linea, una vocina metallica ti dirà che sei il 25° in attesa, per un totale di venti minuti d'attesa. Finirà la musichetta e quando t'aspetti qualcuno... il nulla.
Come se t'avessero staccato i fili. A questo punto penserai anche tu che "tutti gli statali sono uguali", che sono lì "solo a scaldare la sedia", e immaginerai che, in realtà, dall'altra parte del telefono siano tutti in una lunga, eterna pausa caffé.
E poi vorrai mondarti, dei pensieri impuri.
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trofimov
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13:59
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venerdì 13 aprile 2007
le vite degli altri
giudizio: nessun informatore della stasi
Una mattina il compagno Honecker va alla finestra e saluta: "Ciao sole". E il sole risponde: "Ciao compagno Honecker".
A mezzogiorno, il compagno Honecker va alla finestra e saluta: "Ciao sole". E il sole risponde: "Ciao compagno Honecker".
Al tramonto, il compagno Honecker va alla finestra e saluta: "Ciao sole". Non risponde nessuno. Allora il compagno Honecker ripete: "Ciao sole". Nulla. Il compagno Honecker grida: "Ciao sole!". E il sole finalmente risponde: "Baciami il culo, compagno Honecker! Sto tramontando, sono già al di là del muro".
Berlino, 1984, film molto bello.
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giovedì 12 aprile 2007
kurt vonnegut
giudizio: tutte le buone mousse al cioccolato del mondo
Madre Notte sarebbe da studiare a scuola. Dio la benedica, signor Rosewater o perle ai porci sarebbe da incidere aere perennius sui muri delle città. Comica finale (Slapstick or Lonesome No More) sarebbe da insegnare nei monasteri. Destini peggiori della morte sarebbe da insegnare a memoria a chi rompe le palle. Cronosisma sarebbe da insegnare a chi si vuole, non è che si capisca sempre tutto, a essere onesti.
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